Grande successo della mostra Tesori dell’Archivio del Patriziato di Ascona

Il nome di Pietro Morettini è conosciuto in tutto il Locarnese, dalla zona Morettina a Locarno alla quasi omonima galleria Mappo-Morettina. Molto meno si conosce però del suo operato in Svizzera, in Italia e in Europa. Grazie alla mostra di Ascona questo vuoto informativo è stato ora colmato.

La mostra Tesori dell’Archivio del Patriziato di Ascona raccoglia una ventina di documenti cartacei, fotografie e immagini d’epoca per riflettere e approfondire il ruolo degli archivi storici: tra conservazione dei documenti mirata alla salvaguardia della nostra memoria storica e valorizzazione della loro intatta utilità nel presente.

Vista parziale dei locali della Mostra Tesori dell’Archivio del Patriziato di Ascona

Su questo spunto si è decisa di mettere in evidenza la figura del ingegniere e archittetto militare Pietro Morettini.

Pietro Morettini nasce nel 1660 a Cerentino, in valle Rovana. È condotto dal padre, verso il 1677, a Besançon, nella Franca Contea spagnola appena annessa dalla Francia, a praticare l’arte di mastro da muro nelle opere di difesa della città. 

Sébastien Le Prestre de Vauban, da poco commissario generale alle fortificazioni di Luigi XIV di Borbone, lo destina poi alla fabbrica della piazzaforte di Landau (1688-’91), e all’assedio e al potenziamento di Namur (1692-’95). Passato al servizio dei Paesi Bassi indipendenti, sotto Guglielmo III d’Orange esegue le imponenti opere progettate da Menno van Coehoorn per le piazzeforti di Namur, Bergen op Zoom, Nimega, Grave e Steenbergen (1696-1702), tornando in patria, a Locarno, il 16 febbraio 1703.

Vista parziale dei locali della Mostra Tesori dell’Archivio del Patriziato di Ascona

Qui si occupa della costruzione di una dimora, palazzo Morettini (1703-’07), dei ripari nel delta del fiume Maggia a Losone e Solduno (1705), della foratura della buca d’Uri ad Andermatt, sul San Gottardo (1707-’08), del progetto del tratto carrareccio, tra il Vallese e la val Maggia, della progettata via fluviale e lacuale Rotterdam-Locarno-Venezia (1710); nonché delle fortificazioni delle roccheforti svizzere cattoliche di Sursee, Friborgo, Soletta, Rapperswil, Lucerna, Willisau, Baden, Mellingen, Bremgarten (1708-’14).

La mostra di Ascona porta alla luce non la regolazione delle acque fra Maggia e Melezza 1703-1711 fatte da Pietro Morettini, ma anche pregevoli documenti custoditi presso gli archivi Patriziali di Ascona, Losone e Locarno.

La mostra rimane aperta fino al 26 febbraio 2023. Gli orari d’apertura sono: sabato 14.00–17.00 – domenica 10.30–12.30. Sito web: https://morettini.insubricahistorica.ch/

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